Info generali

Partenza / Arrivo:
Lunghezza:
Dislivello:
Tempo di percorrenza:
Quota massima:

Condizione fisica
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Paesaggio
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Campitello (TN)
36,7km.
1580m.
4h00m
2243m.

Difficoltà tecnica
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Divertimento
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Descrizione

Quella attorno al Sassolungo e al Sassopiatto è una delle più belle escursioni che si possono affrontare nelle Dolomiti: il merito va agli sconfinati e variegati panorami che si possono ammirare durante tutto il percorso, che si sviluppa per lunghi tratti alle alte quote ed è caratterizzato da una difficile scalata iniziale che i meno allenati potranno comunque evitare sfruttando la funivia del Col Rodella.

I primi chilometri di ciclabile fino a Canazei sono il preludio alla durissima ascesa all’ombra del Sella, in cui le pendenze si mantengono quasi sempre a doppia cifra fino allo scollinamento del rifugio Valentini. Dal vicino rifugio Sella la salita riprende nel paesaggio lunare della Città dei Sassi, ora però più dolce e accompagnata dai superbi panorami su Val Gardena e sul massiccio delle Odle.

Le altissime pareti del Sassolungo fanno quindi da sfondo alle sconnesse mulattiere che dal rifugio Comici scendono ai boschi di Palusc, poco sopra il monte Pana, da dove si torna poi a salire tra i prati ai piedi del Sassopiatto; superato anche il ripido tratto finale verso il rifugio Zallinger si torna a scendere tra i boschi per poi riguadagnare nuovamente quota salendo al passo Duron.

La salita nel bosco è piuttosto impegnativa, ma quando si raggiungono le radure oltre i 2000 metri le difficoltà calano e la vista si apre su tutta l’Alpe di Siusi; con un’ultima impennata si arriva infine al valico, incastonato nella meravigliosa cornice dei Denti di Terrarossa e del Catinaccio di Antermoia.

Proprio il Catinaccio di Antermoia è lo scenario della discesa conclusiva nella bucolica Val Duron, una distesa verde punteggiata di malghe e masi tra cui serpeggiare a gran velocità fino al rifugio Micheluzzi da dove la picchiata si fa poi più ripida verso il fondovalle.

Punto di partenza:
 Campitello di Fassa, piaz de Ciampedel.

Fonte: themtbbiker.com – Si ringrazia Stefano De Marchi